Un altro militare è stato ucciso in Afghanistan.
Un militare italiano. Non un americano o un afghano.
Ai marines deceduti siamo abituati. Ci abbiamo fatto il callo. non fa notizia.
Ancora meno gli abitanti del luogo, che siano civili, estremisti o guerriglieri.
Un italiano.
Mia madre a tavola ha detto che noi italiani stiamo facendo molto laggiù.
Malgrado l'affetto familiare che provo per lei non sono riuscito a trovarmici d'accordo.
Nessuno è il buon samaritano. Nessuno fa niente per niente.
I nostri (loro?) soldati si trovano in territorio ostile, dove una pallottola potrebbe attraversare parti molli dei loro corpi da un momento all'altro. Se non ricevessero un salario credete che starebbero ancora li?
Voi direte "e allora i medici volontari"?
E io vi rispondo che loro non portano fucili d'assalto AR 70/90 calibro 5,56, ne' pistole mitragliatrici Beretta mod. 12-S. Al limite siringhe ipodermiche calibro 9.
L'Italia non dovrebbe avere alcun soldato in Afghanistan. L'esercito dovrebbe servire a difendere il paese. E basta.
Lo dice il nome stesso del Ministero della Difesa. Non "Ministro della Guerra" o "Ministro delle Cose che Esplodono e di Tutte le Cose che Fanno PEW PEW"
Difesa.
E intanto muore un altro ventitreenne.
Colpito all'interno della stessa struttura nella quale si trovava.
Voci parlano addirittura di fuoco amico, esploso da un connazionale travestito da afghano.
Poi ho detto a mia madre, sempre a tavola:
"E se questo ragazzo ammazzato in Afghanistan fosse stato ammazzato apposta per distrarre l'opinione pubblica dal caso "Presidente Puttaniere"?
E, stranamente, mia madre mi risponde:
"Sai che avevo pensato la stessa cosa? Capita proprio a fagiolo..."
Non avrei mai pensato che, sotto sotto, mia madre fosse una comunista.
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