Jack Loher, cecchino scelto della ventiduesima divisione di stanza in Iraq era al limite delle forze.
L'M24 di precisione in quelle ultime otto ore era diventato pesante come la croce di Cristo. Sollevarlo all'altezza degli occhi gli provocava dolori lancinanti alle spalle e alle braccia, senza contare il buco che aveva nella gamba. Pensare che fino a otto ore prima stava cantando una rozza parodia di "Poker Face" con Rudy e i ragazzi nell'Hummer lo faceva stare ancora peggio.
Si era applicato un emostatico poco sotto l'inguine per fermare il sangue che usciva fuori dalla gamba, la sua fottutissima gamba, ma niente sembrava funzionare a dovere li sotto. Il proiettile, una supposta di grosso calibro uscita da chissà dove (difficile dirlo in quel casino) gli aveva mezzo spappolato la coscia.
All'inizio il dolore era insopportabile ma un paio di pillole e la certezza di essere solo e accerchiato aiutano a farlo passare. Jack non riusciva a muovere l'arto in panne. E questo era un male; Il proiettile gli aveva mancto le palle di qualche centimetro. E questo era un FOTTUTISSIMO bene. Meglio storpio che senza palle.
Jack era ormai senza speranza, quando un forte rumore lo fece sobbalzare. Era come se il cielo si fosse aperto e
aprendo gli occhi Giacomo Bini, 28 anni - art director, si accorse di essere tutto sudato. Si alzò dal letto in boxer e calzini maledicendo i film di guerra riproposti puntualmente da la7. E anche un po' la carbonara della sera prima. Sogni d'azione del cazzo. Lui non era un eroe, come i suoi sogni cercavano di fargli credere notte dopo notte. Lui, accerchiato dai nemici e con un buco in corpo l'avrebbe fatta finita con un proiettile su per il palato.
Il volto che gli apparve nello specchio fu quello di un quasi-trentenne con molte notti in bianco sul groppone. Aprì il getto d'acqua fredda per sciacquarsi il viso quando lo vide.
L'occhio lo fissava gelido da una fessura nel suo polso destro. Sembrava spingere in avanti per cercare di uscirgli dalla carne. Gli ci volle qualche secondo per rendersi conto del bizzarro spettacolo a cui stava assistendo. Poi venne il dolore. E gridò
-"AAAH!" Fece Dio, svegliandosi.
Poi, passato qualche millennio per riprendersi, gettò un'occhiata al libro sul comodino e pensò tra Se e Se
"Stephen King di merda".
si rigirò sul fianco, tornando a dormire.
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