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martedì, aprile 20

Capitolo Cinque

La lapide aveva un altezza di quasi due metri. Un colosso di marmo nero, se confrontata con il resto delle minuscole pietre tutto intorno.
Giò vi si era trovato davanti dopo aver camminato per qualche minuto. O qualche ora. Adesso non ne era più tanto sicuro. Aveva raggiunto la tomba vagando sicuro ma il ricordo di quella sepolcrale passeggiata era già quasi del tutto svanito.
Bene. La tomba recava il suo nome. E la sua foto. E la data di quello stesso giorno.
"Fammi capire bene" disse Giò alla donna apparsa dietro di lui "la gente se ne va e basta. Al massimo il classico tunnel di luce bianca ma questo" fece un vago cenno indicando tutt'attorno "mi sembra fottutamente troppo pomposo".
"Le avevo detto che ho bisogno di lei" disse lei, sorridendo.
Giò la trovava estremamente eccitante. Occhi verde profondo, capelli rosso acceso, accenno di lentiggini sugli zigomi. Pelle candida. Il suo tipo di donna.
"Attraente" disse l'uomo in nero.
"Marketing", rispose senza pensarci la donna.
"Esattamente come..."
"Un proiettile fermo al centro esatto del cervello" disse sicura.
"Ah" fece l'uomo, con la voce di uno che ha appena scoperto di essere morto senza mai aver visto Venezia.
Si guardarono per qualche ora, o qualche minuto... insomma... passò del tempo*. Poi lei disse

Parliamo d'affari, vuoi?


*l'autore si trova in difficoltà sui passaggi temporali del racconto, dal momento che il protagonista si muove in un ambiente relativo di spazio e tempo frequentato solitamente ed esclusivamente dalla Morte e dai gatti neri. Da adesso in poi ci si riferirà ad essi con semplicismi come "relativamente più tardi" o ancora meglio "passò del tempo, forse". In ogni caso il blog è il mio. Faccio come mi pare. D'altronde avere uno spazio personale, anche se pubblico, con poteri di amministrazione pressocchè illimitati rispetto a un semplice ospite fa di me una sorta di primo ministro. In ogni caso, se qualcosa dovesse andare storto, posso sempre dire di esser stato frainteso, giurare sulla testa dei miei figli che in quella storia di trans ero solo vittima e testimone di un'imboscata nei miei confronti.  

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