Sono le tre del pomeriggio e a Torino ci sono 15°, parzialmente nuvoloso.
Il mio gatto ha deciso di iniziare dei lavori di ampliamento del suo bagno rovesciando una busta di lettiera e spandendone il contenuto su tutto il balcone. Anche io sono indaffarato.
Sto lavorando con Photoshop a qualcosa di poco importante quando l'occhio mi cade su una news feed di Reuters che appare sulla barra di Google Desktop:
"Magistratura, Napolitano: autocritica per recuperare la fiducia".
Sono basito, se è quello che penso.
Poi espando la notizia e si, è quello che penso.
Il mio essere basito si trasforma a poco a poco in depressione rabbiosa.
cito
ROMA (Reuters) - Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano oggi ha invitato i magistrati a fare un'autocritica per recuperare la fiducia della gente, e a non "offuscare" l'imparzialità a cui la categoria è tenuta.
"Occorre adoperarsi per recuperare l'apprezzamento e il sostegno dei cittadini e a tal fine la magistratura non può sottrarsi a una seria riflessione critica su se stessa, ma deve proporsi le necessarie autocorrezioni, rifuggendo da visioni autoreferenziali", ha detto Napolitano al Quirinale, rivolgendosi ai nuovi magistrati ordinari in tirocinio.
poi continuo a leggere
"E' un percorso non facile, al quale può darsi positivo inizio se si stemperano le esasperazioni e le contrapposizioni polemiche che da anni caratterizzano il nodo, 'delicato e critico', dei rapporti tra politica e giustizia", ha spiegato il capo dello Stato.
Napolitano ha invitato tutti al rispetto "della comune responsabilità istituzionale, nella consapevolezza di essere chiamati solidalmente a prestare un servizio efficiente, a garantire un diritto fondamentale ai cittadini... Dipende non poco da voi aprire una nuova pagina, una nuova stagione nelle travagliate vicende della giustizia in Italia".
Non riesco ad andare avanti a leggere. Tutto quello che posso fare è prendere la mia macchina da scrivere invisibile e scrivere una lettera al vecchio
A Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica, in nome della pubblica decenza, ti scrivo.
Ho trovato disgustoso il tuo comportamento negli ultimi mesi.
Hai iniziato firmando roba ignobile, opponendoti giusto un minimo, in principio, poi cedendo alle pressioni del governo di Silvio. Adesso fai la predica ma alle persone sbagliate!
Fai il pippone ai magistrati, dicendo che devono farsi un'esame di coscienza ma sai benissimo chi ha iniziato questa crociata CONTRO la giustizia italiana, non v'è bisogno ch'io te lo spieghi.
Quello che hai fatto, con quest'ultima baggianata pro-governo, è paragonabile a un insegnante che, dopo aver assistito a una schermaglia tra un bullo e un nerd, col bullo che gratuitamente avvicina il nerd alle spalle e gli pianta un calcione nelle terga, dice al nerd di farsi un autocritica per cercare di appianare le "divergenze tra bulli e nerd".
Quello che non capisco è il perchè.
Silvio ti ha minacciato i parenti? A me puoi dirlo, Giorgio.
Ti ha promesso soldi a palate? Andiamo, sappiamo entrambi che non ne hai bisogno. Allora cosa ti spinge ad essere così smidollato?
Cosa ti porta a non tirarti su i pantaloni e dire "No"?
Mi duole dirlo, Giorgio, ma stai partecipando a un piano criminale per stracciare la costituzione italiana.
Se ne vuoi parlare sono disponibile per mangiare il sushi insieme.
Non deludermi ancora.
-Giò
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